Gina…”la bella creola”

 

Parte Terza

 

A Luglio 2002 posso finalmente dedicare altro tempo alla Creola: decidiamo di passare un WE a Rapallo con mio figlio. Lui deve studiare e io potrò dedicare tutto il mio tempo alla “bambina”.

 

Monto la bobina e il carburatore; poi, con la batteria inizio i primi collegamenti delle frecce, luci e freno posteriore. Monto un bel paio di fari di profondità anteriori, rettangolari, che si posizionano bene nella parte bassa, anteriore dei paragambe: saranno utili, in quanto in varie occasioni ho lamentato la scarsa efficacia del faro del Nuovo Falcone. Dopo due giorni di lavoro la moto è praticamente finita (almeno esteticamente)

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Ad Agosto iniziano le vacanze estive. Il tempo di cambiarmi e sono al lavoro: completo l’impianto elettrico e i cablaggi meccanici, monto il tubo di scarico e la marmitta, benzina nel serbatoio e provo ad avviare (è il 9 Agosto 2002…sono trascorsi due anni dal nostro primo incontro). Non è facile, perché c’è anche la frizione bloccata; eppure, dopo non molti tentativi, parte. Come consigliatomi dagli amici meccanici di Tecnomoto (Milano), col motore in moto sul cavalletto centrale, ingrano la prima; poi, tiro la frizione dando secchi e decisi colpi di freno; dopo vari tentativi, l’olio nel frattempo si è scaldato,  anche il problema frizione è risolto…si sblocca. Allora salgo, senza casco e sudato come un pollo (non per emozione ma per i vari avviamenti e salti sulla pedivella), ingrano la prima e parto per il primo giro: l’Aquila vola ancora…è un trionfo…sono felice.

 

Nei giorni successivi comincio a fare qualche giro (col casco) e tribolo con l’anticipo da regolare. Risolvo anche questo, imparando la regolazione precisa con la lampadina e fabbricandomi un “segnapunto” per spostare il volano dal PMS al punto di apertura delle puntine (AF10). Grazie anche a Franco, elettrauto in Rapallo con barba candida, che mi ha dedicato un giorno intero, appassionandosi di moto mentre io imparavo il funzionamento di anticipo, accensione,  puntine e ruttore.

 

Finalmente, dopo vari giri e circa 200 Km percorsi, la Bella Creola è abbastanza affidabile per arrivare a Milano: partiamo il 21 Agosto, con l’amico Umberto al seguito, sulla mia auto, carica di tutta l’attrezzatura per ogni possibile intervento.  Ma non è necessario: in poco tempo raggiungiamo Milano senza problemi, con sole due soste per controllo olio. Negli ultimi chilometri, anzi, sento la moto molto più “fluida”. Ai primi di settembre, infine, la Bella Creola arriva in Tecnomoto per un’approfondita e necessaria revisione del motore (non avevo infatti effettuato grandi interventi sullo stesso, a parte la sostituzione delle fasce, riservandomi di verificarne l’efficienza una volta riavviato): è invece necessario sostituire il pistone, relative nuove fasce e rettificare il cilindro (il consumo di olio e il fumo sono eccessivi, anche se la compressione è buona). La ciclistica della moto è invece ottima e non saranno necessari altri interventi.

 

La “Bella Creola” arrivata a Milano…con le sue “gambe”

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A Novembre, la gita innaugurale, a Mandello: scortato dall’amico Jacopo e “Nonna Alce” e poi con l’amico Andrea e “Olivia”, raggiungiamo “le origini”, per un dovuto pellegrinaggio al “nido dell’aquila”, la Moto Guzzi.

 

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Altre Immagini

 

Il sito della “Bella Creola”